Teste di Moro, Pigne e Pumi: i portafortuna della tradizione italiana!

by Andrea Roscini on February 14, 2022

Ci credereste se vi dicessimo che proprio in Italia, in particolare a Palermo esiste un quartiere di origine araba da cui è nata la leggenda delle Teste di Moro?

Ebbene sì, stiamo parlando della Kalsa, un rione palermitano che fu scelto nel periodo arabo, nel IX secolo circa, come sede dell’Emiro e dei suoi ministri, in particolare per la posizione strategica data dalla vicinanza del mare e dell’antico porto de La Cala.

Piazza della rivoluzione Palermo

Il quartiere prese il suo nome dal termine arabo al-khalisa che significa “l’eletta” e si trova in pieno centro storico tra il Foro Italico, Corso Vittorio Emanuele, Via Maqueda e Via Lincoln.

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Questo quartiere, oltre alla sua importanza a livello storico ed essere stato il luogo natio di personaggi notevoli come Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, è noto anche per la leggenda delle Teste di Moro, un oggetto decorativo caratteristico della tradizione siciliana.
La leggenda risale all’anno 1100, periodo della dominazione dei Mori in Sicilia, e ha luogo nel quartiere arabo di Palermo per l’appunto, i cui protagonisti sono un giovane soldato Moro e una fanciulla siciliana.

©23 Bassi

Quest’ultima passava tutte le sue giornate in casa dedicandosi alla cura delle piante del suo balcone e proprio da qui un giorno fu notata dal giovane Moro che si innamorò perdutamente di lei. La fanciulla abituata ad una vita sedentaria fu colpita dal corteggiamento del soldato e se ne innamorò anche lei.
Purtroppo, però, ben presto, la giovane siciliana scoprì che il suo amato Moro non era totalmente sincero, infatti il soldato aveva moglie e figli ad attenderlo in oriente. La fanciulla non riuscì ad affrontare la delusione, così, nella notte prima che il giovane Moro potesse tornare in patria, lo colpì mortalmente portandosi a casa la sua testa con cui vi realizzò un vaso per il suo balcone.
La fanciulla vi pose un germoglio di basilico, considerato come l’erba dei sovrani, e ogni giorno con le sue lacrime si dedicò alla cura della pianta. I vicini, notando il rigoglioso basilico e il profumo che emanava, ne furono invidiosi cosicché decisero di farsi realizzare dei vasi in terracotta che riproponevano le stesse fattezze.
Questa leggenda ha dato vita a meravigliose opere d’arte chiamate, in memoria dello sventurato, Teste di Moro, in cui è facile imbattersi camminando per i centri storici siciliani in quanto elemento tipico di decoro delle balconate.

Teste di Moro

Se ci pensate però non è l’unico elemento decorativo che balza all’occhio, infatti è solito trovarvi anche la pigna siciliana. Realizzato principalmente nella zona di Caltagirone questo oggetto è simbolo di buona fortuna, prosperità e salute. Infatti, non per nulla, viene regalato spesso a novelli sposini o in altre importanti ricorrenze.
Il suo significato ha origini ancora più antiche delle Teste di Moro, in quanto la pigna, essendo il frutto di un albero sempreverde, è associato all’idea del divino e dell’immortalità e quindi legato al concetto dell’uovo cosmico, alle teorie sulla nascita e origine del mondo.

Pigne

Non solo in Sicilia, ma anche in Puglia si trova un simbolo indiscusso di prosperità e buona fortuna: si tratta del pumo, un oggetto rinomato nell’artigianato pugliese.
Il suo nome probabilmente deriva dal culto della dea romana dei frutti, Pomona, e infatti il pumo pugliese ricorda un bocciolo pronto a schiudersi, la capacità di rigenerarsi e per questo è un simbolo di buon augurio e prosperità. In passato è stato anche un oggetto di distinzione sociale in quanto le famiglie ricche adornavano ringhiere, balconi, corrimano, testate del letto con i pumi, personalizzandoli con i propri stemmi araldici.

23Bassi Home si è fatta affascinare dalle tradizioni italiane e sta mettendo a punto la ricetta perfetta per portare nelle vostre case questi secolari portafortuna con una collezione speciale di oggetti unici d’artigianato.
Si, vi abbiamo dato un piccolo spoiler, quindi se avete degli inviti a nozze alle porte, presto avrete anche il regalo ideale!

A cura di Mariachiara Cocchiararo

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